Perché i consumatori dicono una cosa e ne fanno un’altra?
I consumatori dicono una cosa e ne fanno un’altra perché un questionario chiede loro di prevedere il proprio comportamento, e la previsione diventa inaffidabile appena entrano in gioco una cucina vera, una sera vera e un prezzo vero. Non è disonestà: è il limite di qualsiasi metodo che misura le intenzioni invece dei gesti. Nella ricerca di mercato internazionale questo scarto viene chiamato say-do gap. Le stime peer-reviewed indicano che il 50 a 75% dei nuovi prodotti alimentari esce dal mercato entro due anni, e le decisioni prese sull’intenzione dichiarata ne sono una causa rilevante. Eatpol colma questa distanza registrando che cosa le persone fanno davvero con il tuo prodotto a casa loro, così la decisione go/no-go poggia sul comportamento osservato.
Che cos’è un consumer test a domicilio?
Un consumer test a domicilio è uno studio in cui consumatori reali usano il tuo prodotto nella propria cucina, nel momento in cui lo consumerebbero normalmente, mentre il loro comportamento viene ripreso in video e analizzato. Nel settore è noto anche come Home Use Test (HUT). A differenza di un test centralizzato in laboratorio, dove il campione si assaggia da solo dentro una cabina sensoriale, qui restano visibili la preparazione, le porzioni, la conservazione e gli errori d’uso. Non è un panel di assaggiatori addestrati, ma consumatori reali nella loro cucina, selezionati sul tuo pubblico di riferimento. Per il confronto completo, leggi analisi sensoriale in laboratorio o a casa.
Quanto costa un consumer test su un prodotto alimentare?
Il costo di un consumer test dipende da quanti prodotti metti alla prova, da quanti consumatori coinvolgi e dal fatto che tu voglia solo le interviste (Vox) o anche il test a domicilio (Domus); il preventivo viene costruito sullo studio, non su un listino. Non ci sono affitto del laboratorio, personale in loco né logistica dei campioni: i consumatori usano il proprio smartphone nella propria cucina. Uno studio Vox da solo è la porta d’ingresso più economica. Per capire quali voci pesano su un preventivo, leggi quanto costa la ricerca sui consumatori.
Quanto tempo serve per testare un nuovo prodotto alimentare?
Dall’avvio ai risultati serve in media una settimana. Le interviste ai consumatori (Vox) e il test a domicilio (Domus) si svolgono in parallelo al reclutamento. I risultati compaiono nella dashboard di Eatpol Studio appena il test si conclude, già analizzati e pronti da leggere. Se vuoi vedere come si incastrano le fasi, leggi i sei passi di un test di prodotto alimentare.
Come vengono trattati i video e i dati personali?
Ogni studio Eatpol si svolge in conformità al GDPR, con il consenso come base giuridica del trattamento. I volti vengono mascherati automaticamente nei video, gli identificativi personali sono rimossi e conserviamo solo segnali pseudonimizzati, cifrati e con tempi di conservazione definiti. Il consenso copre esplicitamente anche le altre persone del nucleo familiare che possono comparire nelle riprese in cucina, e il mascheramento automatico si applica a tutti i volti presenti. Su richiesta forniamo un accordo sul trattamento dei dati (DPA). I partecipanti possono chiedere la cancellazione dei propri dati in qualsiasi momento, ai sensi dell’art. 17 del GDPR.
Come reclutate i consumatori in target e quanti ne servono?
Reclutiamo i consumatori sul tuo pubblico di riferimento con uno screening basato sui criteri concordati nel brief: uso della categoria, frequenza d’acquisto, composizione del nucleo familiare e ruolo nella decisione di acquisto. Non selezioniamo esperti formati alla valutazione sensoriale, ma consumatori reali che comprerebbero davvero un prodotto come il tuo. Sui numeri decide il disegno dello studio: per una lettura qualitativa, cioè per capire perché un comportamento si ripete, bastano di norma dai 15 ai 30 consumatori in target; per una lettura quantitativa dell’intenzione d’acquisto o per un confronto affidabile fra due prodotti si sale, fino a 250 partecipanti a seconda del caso.